STATI
UNITI ON THE ROAD dal 7 luglio al 31 luglio
racconto del viaggio negli Stati Uniti del Titolare di Run21/Digitravel. Offriamo la possibilità di acquistare le Carte stradali della mitica Route66. tutti
i costi di ristoranti e alberghi qui indicati sono per quattro persone
La maggior parte
delle autostrade (Interstate abbr. “I” ) negli Stati Uniti non prevede
pedaggio, sono ben tenute e sicure.
I distributori
di benzina accettano la carta di credito con la quale si può fare da soli
il pieno; se talvolta succede che venga chiesto lo “zip code”, bisogna
andare dal gestore, dirgli che si intende fare il pieno (full tank),
lasciargli il passaporto e lui sblocca la pompa, quindi si passa a pagare
e ritirare il passaporto.
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![]() mappa del viaggio |
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Si può uscire e
rientrare nelle interstate a piacimento.
Alle uscite vi
sono le pompe di benzina che sono sempre munite di generi di conforto per
il viaggiatore, nonché il “bibitone” di caffè americano che per un
viaggiatore on the road è un classico.
La nostra auto (della
Hertz) era : modello CRYSLER van 6, 7 posti con prese a
120/220 volt per caricare telefonini, computer, batterie varie; bagagliaio
interno all’auto, utile per arrivare alle valigie e al loro contenuto
con facilità senza fare soste; munita di scomparti e contenitori vari,
sia per guidatore che per passeggeri, per contenere bibitoni e snack
spezzafame;
Basilare: che l’auto abbia il navigatore. |
![]() interno auto |
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Serve un “box termico” in polistirolo che si compra da Walmart e costa pochi dollari. Deve essere di misura abbastanza grande per tenere al fresco bibite e frutta (da Walmart si trova la frutta confezionata già tagliata e pulita in contenitori di plastica). Scegliete una catena di alberghi e usate sempre quella: ne conoscerete lo standard e non avrete sorprese, vi muoverete all’interno di esso con facilità e vi sentirete un po’ a casa vostra. Noi ci siamo trovati benissimo con la catena Best Western; abbiamo prenotato solo l’albergo dell’arrivo a Houston perché non è gradevole cercar da dormire dopo un lungo viaggio. Tutti gli altri li abbiamo trovati strada facendo, una volta giunti sul posto. |
![]() un supermercato |
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Gli alberghi Best Western, con piscina interna o esterna e aria condizionata, sono sempre puliti e completi di frigorifero, macchina del caffè, forno microonde e ferro da stiro, prevedono stanze a due letti matrimoniali (ottimo per una famiglia di 4 persone). Hanno quasi sempre la rete wireless free. Alcuni sono organizzati come motel: in un motel le auto vanno parcheggiate davanti alla propria stanza e di “muso” (per non che i gas di scarico entrino nelle camere). Molti di loro hanno la lavanderia interna con lavatrice ed asciugatrice (utile dopo qualche giorno di viaggio). Procuratevi e tenete a portata di mano i quarter (monete da 1/4 di dollaro) servono per usare le macchine: spesa in genere di 1$ e mezzo per il lavaggio e altrettanto per l’asciugatura. Il detersivo lo può fornire l’addetto alla reception o lo si trova al distributore automatico delle bibite e merendine o lo si compra in uno store. Sono principalmente alberghi per famiglie, i clienti sono tutti molto gentili fra loro e spesso vi saluteranno. Per chi viaggia on the road è importante l’ipermercato WALMART: si trova in tutti i paesi, anche piccoli, ed è fornitissimo, super controllato, e gli impiegati che vi lavorano sono cortesissimi e veramente professionali. E’ altresì importante il ristorante della catena DENNY'S aperto 24 ore su 24: ci si può trovare ad avere fame in un paesino (ricordarsi che dopo le nove di sera è difficilissimo trovare ristoranti aperti) Mettete in borsa, a portata di mano, anche se si parte in estate, un giubbino tipo k- way, non occupa posto e vi salverà da improvvisi e fortissimi acquazzoni e aria condizionata a “manetta” di ristoranti e supermercati. |
camera-tipo BestWestern |
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PARTENZA da
Venezia con aereo Delta (il servizio a bordo è buono) migliorato il
trattamento ai clienti. Non vi dovete aspettare smancerie.
7 luglio : in aereo pioggia a catinelle. Arrivo a Houston (Texas) alle 20.40 -- Burgher take away al Mac Donald. Albergo Best Western a 79 dollari, nanna fino alle 6.30 8 luglio : Colazione a base di ciambelle, marmellata, frittata, salsiccette, corn flakes. Ore 9.30 visita allo Space Center della Nasa: toccata roccia lunare, visto vecchio centro di controllo voli spaziali, giro linea rossa con trenino, non fatta foto ricordo (costava 25 $). Da vedere: grande hangar con dentro la copia dell’ Apollo 13 a 5 motori. Numerose attrazioni per i ragazzi e i bambini. Lo Space può essere considerato un luogo giocoso e abbastanza interessante se patiti di viaggi spaziali. Lasciamo Houston alle 15.00 per San Antonio. Percorriamo la I 45 quindi la I 10 verso ovest: paesaggio verde, si vedono autostrade a 9 corsie per ogni senso di marcia. L’autostrada è percorsa da numerosi truck (grossi camion con due tubi di scappamento sul tetto della cabina); proviamo a verificare se, come ci hanno detto, i camionisti americani rispondono ad un segnale convenuto e, sorpassandoli, con il braccio destro piegato ad angolo retto facciamo il movimento di chi tira una catena. Molti camionisti, in verità rispondono al gesto, salutando con un colpo del loro clacson fracassone. |
Houston - NASA |
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Il tempo migliora verso San Antonio. Arrivo verso le 18.30 BW Sunset Suites 128 $ una stanza per 4 persone. Antico, bello, i pavimenti sono lucidissimi, il servizio è impeccabile; la colazione ottima. In serata a vedere la River walk, strada che si snoda lungo il canale che attraversa la città: piena di negozi e ristoranti… da vedere. Poiché fa molto caldo, ogni ristorante predispone ventilatori all’aperto per rinfrescare visitatori ed avventori. Ci fermiamo a cenare in uno di questi: salsicce, baked potates, insalata verde, bibite e mancia di 7 $, totale 65$. Ritorno in albergo stanchi e subito a nanna. 9 luglio : San Antonio, il tempo è variabile, c’è stato un uragano a Houston ieri, oggi visitiamo la River Walk con la luce del sole. Prendiamo un battello con guida che percorre il canale e poi visitiamo a piedi i luoghi che più ci hanno incuriosito. Alla Villita numerosi artigiani espongono i loro manufatti. Nelle vicinanze Fort Alamo con numerose testimonianze della famosa battaglia per l’indipendenza del Texas. Ci fermiamo a fare il pieno di benzina vicino a San Antonio, carta di credito per 70$. |
San Antonio river walk |
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Proseguiamo per Ozona, avamposto della guerra civile dove c’è un unico BW. La stanza 207 ha 3 letti matrimoniali e la paghiamo 130$, il bagno è piccolo. Vi è un supermercato bello da vedere, lì comperiamo il frigorifero a 5$ e le bibite. Il ghiaccio lo prendiamo gratis nel distributore dell’albergo. Di solito il distributore si trova vicino alla lavanderia. Cena a base di hamburger e a nanna alle 23.00 10 luglio: sveglia alle 7.00 non dimentichiamoci che noi abbiamo ancora un po’ di jet lag da smaltire. Colazione abbondante, ottime salsicce. Partenza alle 9.45 dopo aver pulito la Crysler. Verso El Paso ci fermeremo al distributore di benzina per il bibitone di caffè. Giungiamo a Fort Stockton alle ore 12.00 e ci fermiamo a vedere la casa più vecchia del paese (1899). Quasi vuoto il paese. Foto con murales di Americani famosi. Continuiamo per Pecos verso nord ovest visitiamo il suo museo, vale la pena. Aperto fino alle 17.00 il sabato. Mangiamo bene in un Mexican restaurant, sono gentili. Per 3 persone 40$. Vicino a Pecos facciamo benzina: 17,48 galloni per 50,15$. |
non chiamiamo la polizia |
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Ancora verso El Paso. Ci fermiamo in uno store dove vendono cinturoni di cuoio e pistole. Ora c’è bel tempo sopra di noi, a ovest due grosse perturbazioni. Arrivo a El Paso verso le 18.00. Albergo Airport Inn camera piccola 80 $. Vogliamo visitare la città ma in centro (downtown) è tutto chiuso. Arriviamo alla frontiera con il Messico. La polizia americana ci sconsiglia di attraversare il confine anche a piedi “Is very dangerous” dicono e noi obbediamo. Torniamo verso l’albergo non senza fare un giro per la città. E’ un luogo di frontiera. La città non è accogliente e decidiamo di cenare vicino al nostro albergo a 44$. Di notte fa molto caldo e alle 4.00 accendiamo l’aria condizionata, cosa che di solito evitiamo di fare per non ritrovarci con un forte mal di gola. |
Fort Stockton |
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11 luglio : risveglio alle 7.30 colazione buona, hamburger, frittatine, crispies, sempre latte (ricordatevi che gli americani propongono la colazione con il latte freddo: una brocca con il latte intero e una con il latte scremato al 20%). Vi potrete scaldare un bicchiere di latte al microonde o usare le piccole e malefiche confezioni di cream: attenzione, quando le aprite il latte schizza da tutte le parti. Visita al Walmart e acquisto di cibarie per il viaggio comprese le ciambelle di Homer Simpson. Visita alla città. Vediamo messicani col trolley che vengono a El Paso per fare acquisti e poi ritornarsene in Messico. Dappertutto bancarelle con merce di dubbia qualità. Partiamo alle 11.30 per Tucson e ci fermiamo a Willcox da vedere downtown, la stazione ferroviaria, nel bar-saloon gestito da una cordiale signora e da un gatto grigio, beviamo un caffè con miscela macinata al momento. Lasciamo Tucson alle 17.10 ora dell’Arizona –1 rispetto al New Mexico e arriviamo a Benson, ci fermiamo in un BW buono 120$ tasse incluse. Conosciamo l’allevatore di cavalli di un ranch lì vicino, Mike Robertson, che accetta di buon grado di fare alcune foto con noi. Ceniamo al Dennis vicino all’albergo (alla domenica i ristoranti sono chiusi). |
un caffè a Wilkox |
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12 luglio
: risveglio solito alle 7.30 - colazione abbondante e uso della lavanderia
interna (lavaggio e asciugatura 0.75+0.75). Ordine
dell’auto. Partenza verso le 9.30 per
Saguaro National Park. Si pagano 10$ per fare un giro di circa 8 miglia
all’interno del parco. Vi sono cactus alti anche 4 metri, si vedono
scoiattoli e cinghiali, fa molto caldo 41 gradi circa. E’ previsto fare
escursioni a piedi di varia lunghezza all’interno del parco (se uno se la
sente). I souvenirs venduti all’ingresso sono molto cari.
Verso PIMA AIR SPACE a sud est di Tucson. Vale la pena andarci. Sei nel deserto, fa un caldo terribile ma puoi vedere il più grande deposito di aerei del mondo, alcuni dei quali ancora funzionanti. All’interno degli hangar numerati che sono ben refrigerati con getti di aria fredda che vengono diffusi dappertutto, aerei che fanno la felicità dei patiti dell’aviazione. Le piazzole per l’ attesa di un trenino elettrico che consente ai visitatori di visitare tutta l’esposizione all’aperto, sono munite di fontanella con acqua ghiacciata. Se l’interesse va a determinati aerei, è bene muoversi a piedi. Da vedere: l’aereo presidenziale e nell’hangar il B29 copia dell’aereo che ha scaricato "fat boy" e "little boy" sul Giappone nella II° guerra mondiale. Anziani volontari spiegano tutto molto volentieri. A Tucson città fa troppo caldo. Gruppi di persone sostano sotto i pochi alberi che costeggiano le strade. Ci fiondiamo in un mall (grande centro commerciale) per respirare. BW vicino all’aeroporto buono e consigliabile. Cena al Dennis. |
Saguaro National Park |
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13 luglio
: colazione completa American breakfast con cuoca che prepara
omelettes e waffels (dolci tipici con sciroppo d’acero). Lasciato
l’albergo ore 9.30, rifornimento 41$ e via per Phoenix. Ci
fermiamo a Glenfield (gost town). Paese di cercatori d’oro, in perfetto
stile western. Un cowboy guida ci accompagna in miniera. Tutto è
ricostruito in modo perfetto:
il saloon, la prigione, la stazione, il carcere, le forche per
l’impiccagione…Tutto molto divertente e very american style. Pranziamo
nel grande saloon con il menù scritto su giornali dell’epoca dei
cercatori d’oro.
Ci fermiamo in un Walmart per fare rifornimento di frutta: mirtilli e lamponi in scatola, maschmellow e succo d’uva. Arrivo a Scottsdale (Az) bella, albergo molto confortevole Papago Inn: bello, con giardino interno camera a 50$ bella e pulita. Non c’è colazione inclusa e dopo averla provata al costo di 7$ dollari ciascuna, conveniamo che era meglio uscire e mangiarci delle buone scrambledeggs (uova strapazzate). Uscendo troviamo il caffè più diffuso degli Stati Uniti: lo Starbucks; per 12$ mangi dolci e cappuccino in due. Il centro della città è particolare, diviso in quartieri: quartiere dello shopping, del dinner, dell’arte… Difficile girare anche di sera a causa del caldo intenso. |
il saloon di Glenfield |
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14 luglio : usciamo da Scottsdale verso Flagstaff, conosciamo questa città per averla passata facendo la route 66 ma la rivediamo volentieri. Facciamo una fermata a Camp Verde. Da vedere, nel centro città, in un vecchio negozio di finimenti, selle e abbigliamento da cowboy, acquistiamo una stella da sceriffo. Cade un po’ di pioggia la temperatura è oscillante tra 80 e 110 gradi F nel giro di 5 miglia. Ancora verso Flagstaff ci fermiamo a Pedona, città di montagna molto turistica, dove i nativi indiani vendono i loro gioielli. Una vista splendida sull’Oak Creek Canyon dove uno scoiattolo, sicuro di non essere raggiunto dai visitatori, mangiava tranquillo un fiore di cactus. Arrivo a Flagstaff alle 16.30 nell’unico BW della cittadina (ha un cavallo come simbolo). Ceniamo al Cuvee, in piazza, a 61 $ senza vino, dove si raduna la gioventù e i turisti che qui arrivano da tutto il mondo, non ci sono molti italiani ma troviamo tedeschi. Flagstaff è una città che vive anche di notte ed intrattiene i suoi visitatori con spettacoli all’aperto. Buona per giovani avventurosi. Decidiamo di rimanere 2 giorni. |
acquista mappe Route 66 |
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15 luglio : partiamo da Flagstaff fino a Winslow e poi verso la riserva indiana Hopi. Al navigatore diamo un paesino di nome Polacca. Siamo in mezzo al deserto scenic (strade panoramiche) bellissime, case povere distanti 10 miglia una dall’altra, immondizie. Questa è la riserva indiana degli Hopi. Ogni tanto un negozio di arte indiana dove vendono gioielli abbastanza cari. Dopo circa 60 miglia di deserto ci fermiamo nell’unico motel + restaurant gestito da indiani e assaggio il “pane blu” una focaccia dal sapore simile alle nostre frittelle, colorata di blu. Proseguiamo per Tuba City e ci fermiamo in un internet cafè pieno di ragazzi indiani. La barista dava il tempo di utilizzo dei computer affinché tutti potessero avere uno spazio sufficiente. Torniamo a Flagstaff a sera e ceniamo in un ristorante italiano con musica all’aperto. Rispetto al solito è un po’ caro: 99$ senza vino. |
"antiques" sulla 66 |
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16 luglio : decidiamo di procedere per Holbroock a est; Page, a nord, è troppo turistica. Il lago Pawell è una meta ambita e sappiamo già che gli alberghi di quella zona vanno prenotati per tempo. Rischiamo l’imbottigliamento su strade di montagna. Continuiamo sulla I 40 ma facciamo benzina per 40$, caffè, bibita e go ! Direzione Four Corner da Gallup a Shiprock (New Mexico). Dopo 60 miglia di deserto, lo troviamo chiuso per lavori. Come noi, molti rimangono delusi, nessun cartello lungo la strada che avvisi. Fuori dal cancello qualcuno ha tracciato comunque le perpendicolari relative ai quattro stati che in quel punto si incontrano: Colorado, Utah, Arizona e New Mexico. Fotografiamo quello. Prendiamo la direzione nord per Cortez in Colorado. Il Colorado colpisce per la varietà dei suoi paesaggi: si passa dal deserto, alle foreste e ai campi coltivati. Il BW non ha posto alloggiamo al Bayamont lì vicino, la camera è molto bella, il panorama che si vede dalla finestra è splendido, le montagne del Colorado si ergono maestose. La colazione è spartana. Facciamo il bucato in lavanderia. |
un po' di strada ... |
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17 luglio : lasciamo l’albergo e ci dirigiamo verso Durango a nord, cerchiamo di arrivare a Rifle in Colorado. Durango è molto bella, curata, turistica, un po’ western. Ci fermiamo dopo Grand Junction a pranzo in un Burgher King. Verso Denver ogni città che incontriamo è simile all’altra nella cura: lampioni dai quali pendono fiori molto belli, bandiere colorate, statue… aspetto western. Ci fermiamo a Frisco dove ceniamo in un ristorante del centro, tipico, cena abbastanza buona, vino argentino, risotto mare, salad, mozzarella, mezzo pollo, piatto composto di bufalo 113$. Albergo BW di Frisco, buono ma vicino alla Interstate (rumoroso). Servizi dell’albergo e colazione buoni. |
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18 luglio : verso Denver, temperatura in aumento, si scende velocemente da 12000 feet, traffico sulla I 70 est. Ci fermiamo per fare una colazione a base di scrambledeggs e via per Denver. Molto trafficata la strada per raggiungere il centro. Proseguiamo per Burlington e sosta a Genoa Tower e museum. Da vedere, anticaglie di tutti i generi ammassate nelle stanze di una torre gestita da un vecchietto un po’ strano. Ci fermiamo al Kit Carson Carousel una giostra di cavalli costruita artigianalmente con annesso museo. Pranzo al Mac Donald verso Wackeeney nel Kansas (+ 1 ora rispetto al Colorado). Cena messicana e albergo buono a Wackeeney. 19 luglio : lasciamo la cittadina alle 10.30 per Kansas City fermata ad Abilene, città western, nel ristorante più vecchio della città: hamburger, onion soup, quiche, pagato 60$. Il ristorante si trova in una palazzina vittoriana molto bella, servizio impeccabile. Verso Kansas City ci fermiamo ad Alma per una granatina e un caffè freddo. Città deserta, tutti gli abitanti sono in piscina e siamo serviti attraverso una finestrella del minuscolo bar da una ragazza. Lo consumiamo seduti ai tavoli messi a disposizione. Sosta a Topeca al Topeka Inn (BW). |
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20 luglio : colazione scarsa, pranzo in autostrada con hamburger, prosciutto e insalata, verso Kansas City. Fermata a Black Water paesino con 199 anime, bella. Ci fermiamo a visitarne il centro, la prigione, i bagni pubblici impeccabili con i giornalini da leggere a disposizione del fruitore e l’ antica prigione. Visita ad un negozio di antichità che in quelle zone si trovano dappertutto. Comperiamo un acchiappasogni navajo. Verso Saint Louis, arrivo a Saint Charles, albergo Saint Charles Inn, da pochi giorni non più BW e in rifacimento. Costa poco ed è buono. Mangiamo italiano da Concetta's e a nanna. |
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21 luglio : sulla route 66 per completare il percorso lasciato lo scorso anno proprio a Saint Louis siamo diretti a Bloomington. Ci fermiamo a Lichfield presso l’Ariston historic restaurant bellissimo e tipico route 66, in cui si deve assaggiare il cheesecake più buono del mondo. Pranzo con 60 $ circa, mancia compresa. A Bloomington andiamo nel BW University Inn, frequentato da professori e famiglie di studenti. Molto serioso, colazione discreta. |
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22 luglio : verso Chicago sulla route 66. Pranzo a Chenoa. A Pontiac visitiamo Il route 66 hall of fame e museum. Nello stesso stabile si trova il Livingston County War Museum, qui facciamo amicizia con un gruppo di reduci della seconda guerra mondiale che ci mostrano armi, divise e cimeli. Da Saint Louis a Springfield, la 66 è costeggiata da fabbriche, silos e sfasciacarrozze. A Willmington ci fermiamo a mangiare un hot dog nel drive inn gestito da due signore taciturne ma molto efficienti e solert che accettano solo contanti. Nel cortile del locale ci fotografiamo sotto al Gemini Giant. Vicino vediamo un negozietto: Rose ‘s second hand dove si vendono vestiti, cappelli, borse e oggetti molto carini di seconda mano. Comperiamo un disco originale dei Jersey Boys. Arriviamo nel museo della route 66 di Joliet. Lo visitiamo con 10$, sarebbero stati 20 ma mancano 40 minuti alla chiusura e ci fanno lo sconto. Da qui possono partire coloro che vogliono percorrere la route 66 avendo tutte le informazioni necessarie. Noi abbiamo fatto il percorso inverso. In atrio viene proiettato un filmato sulla strada e sulle attrazioni che via via si possono vedere. Decidiamo di non prendere l’albergo a Chicago dove i parcheggi per le auto sono carissimi(50$ al giorno). Ci fermiamo due notti nell’albergo BW sulla route 66 verso Chicago: il Countryside. Raggiungeremo la città usando il treno, molto comodo (nei week-end offrono tariffe scontate). L’albergo è buono, pulito e la colazione è decorosa (salsiccette e frittatine). |
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23 luglio : abbiamo valutato il percorso da fare: dall’albergo raggiungiamo in brevissimo tempo la stazione di Lagrange da lì partono ogni ora treni per Chicago (Union Station) il viaggio dura 40 minuti. Arrivo a Chicago: visita della Sears o Willis Tower subito fuori dalla stazione, Michigan Avenue è la strada dello struscio e dello shopping, Millennium park, foto davanti al fagiolo gigante. Fa molto caldo, la gente si rinfresca inzuppandosi presso la fontana del Millennium. Visita al Rock Cafè, musica sparata a volume altissimo e buoni e cari piatti (hamburger e patatine 15$). La pioggia arriva improvvisa prendiamo un taxi fino a Union Station per 10$. Chicago è chiamata la città del vento e quando tira fa volare lattine, carta e tutto il resto. E’ una città che a noi è piaciuta moltissimo: pulita, calma, senza quel brulichio di persone che caratterizza New York. Anche la periferia appare sicura. In mezzo alla città la metropolitana sopraelevata sferraglia rumorosa sopra la testa dei passanti ed è veramente uno spettacolo particolare. |
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24 luglio : torniamo con più facilità a Chicago prendendo il treno delle11.03 da Lagrange. Il biglietto cumulativo comprende 8 a/r per 45$. Andiamo in centro dove stanno girando il film Movie tranformers 3 vicino al Chicago Tribune. Per la città, in recinti controllati da guardiani, troviamo i resti in polistirolo delle scenografie già utilizzate. Assistiamo alle riprese di una scena con sparatoria. Decidiamo di recarci al Navy Pier. E’ un parco dei divertimenti per bambini. Niente a che vedere con il Pier 39 di San Francisco (per chi lo conoscesse). Andiamo comunque sulla ruota panoramica per stare al fresco e per vedere la città dall’alto (6$ a testa). Prendiamo il taxi per 8$ e ci facciamo portare da Nordstom in Michigan Avenue un grande centro commerciale dove mangiamo per pochi dollari e ci facciamo massaggiare da due poltrone “meravigliose”, da provare per credere ! Prendiamo il treno delle 18.40 e arriviamo a Lagrange dove ceniamo molto bene di fianco alla stazione. |
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25 luglio
: risveglio ore 7.00 e partenza per il New Jersey ore 8.00 dobbiamo arrivare il 26. Attraversiamo
l’Indiana, l’Ohio, la Pennsylvania. Ci fermiamo a Grove City in
Pennsylvania, nel BW Grove City Inn: buono. Visitiamo un Outlet molto
grande e facciamo buoni acquisti
26 luglio : partenza da Grove per il New Jersey … arrivo nel pomeriggio. Ci fermiamo in NewJersey fino al 31 luglio, da amici. Due giornate a New York, a Broadway vediamo il Musical West Side Story. Visita al Moma (Museo di arte moderna) e al Metropolitan museum (vale la pena). Capatina al Rock Cafè, visita a Madame Toussaudt (museo delle cere) piace ai ragazzi perché vi trovano le celebrità del momento con cui possono “interagire” per le foto di rito. Americanata ben fatta. Mattinata gita in Pennsylvania sul fiume Delaware. Visita ai negozi di Antiques che però sono molto cari. Cena rigorosamente formale nel ristorante di un club di golf …….. con vista della statua della Libertà illuminata. A cena le donne di solito si vestono in lungo o di nero. Costeggiamo il fiume Hudson che divide il New Jersey da New York e salutiamo la statua della Libertà. Il mattino del 31 luglio con il taxi andiamo in aeroporto, il Kennedy, e prendiamo l’aereo per Venezia. |
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